Il nostro contributo alla scuola per tutti al tempo del Covid

di Erica Iaculli

Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e di base. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.” Così viene dichiarato dall’ONU nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Ma siamo sicuri che l’istruzione sia veramente alla portata di tutti? Proviamo a spostare il nostro sguardo verso l’Africa orientale, in particolar modo cerchiamo di comprendere insieme la situazione sul piano educativo in Uganda. Il governo britannico, essendo l’Uganda una colonia, non si è assunto la responsabilità di organizzare l’istruzione fino al 1922, lasciandola nelle mani delle missioni. Ad oggi circa l’86% dei bambini ugandesi è iscritto ad una scuola primaria, solo il 17% invece ad una secondaria. Tuttavia bisogna evidenziare una notevole differenza tra frequenza lorda, cioè i ragazzi iscritti, e frequenza netta, ovvero i ragazzi che frequentano regolarmente le lezioni. Questo ha conseguenze non poco trascurabili sul percorso educativo di classe.

Oltre all’assenteismo degli studenti si aggiunge quello dei pochi insegnanti, le strutture deboli e spesso troppo complicate da raggiungere e la mancanza di materiale didattico. Come se non bastasse, di quei pochi ragazzi che riescono a frequentare la scuola, alcuni di questi subiscono ancora nel ventunesimo secolo violenze fisiche da parte di coloro che dovrebbero istruirli per la vita. Noi di “abbraccio senza confini” ci stiamo impegnando per cambiare questa spiacevole situazione purtroppo comune a molti, e dall’Uganda stessa ci stanno arrivando riscontri positivi.

Lo scorso 2020 infatti, ormai ricordato da tutti come “l’anno della pandemia”, in un incontro diretto con i nostri colleghi sul posto, abbiamo discusso di come la situazione sia radicalmente cambiata nelle vite dei ragazzi adottati e di come loro stessero affrontando la didattica da casa. Infatti, per quanto noi possiamo lamentarci della DAD, dei computer e della scarsa connessione, loro la connessione non ce l’hanno proprio. Come hanno proseguito gli studi allora? Qui interveniamo noi: grazie ad AVSI questi bambini sono riusciti ad avere una dignitosa educazione anche nel periodo di pandemia, con i “compiti a domicilio”. Come ha raccontato a noi studenti del Volta Fellini il direttore della scuola Luigi Giussani High School di Kampala Matteo Severgnini, il materiale da studiare era infatti consegnato personalmente porta a porta agli alunni in modo che potessero rimanere al passo con le lezioni nonostante il periodo che sembrava renderlo impossibile. E non è tutto, i ragazzi erano euforici ed entusiasti di questa opportunità, e sapere che un piccolo gesto da parte nostra abbia reso felici dei ragazzi ci riempie di gioia! (Erica Iaculli)

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